Vendita San Siro: perquisizioni GdF a Milano e M-I Stadio
Milano — La Guardia di Finanza ha eseguito nella giornata odierna una serie di perquisizioni negli uffici del Comune di Milano, presso la società M-I Stadio — la joint venture di Milan e Inter costituita per la gestione dell’impianto — e nelle abitazioni di alcuni tra i principali indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita dello stadio Giuseppe Meazza.
I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della GdF di Milano hanno operato in forza di un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi, che ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri titolari del fascicolo: Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi.
Nel registro degli indagati figurano, tra gli altri, gli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, il direttore generale di Palazzo Marino Christiann Malangone, nonché Simona Collarini — già responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune e all’epoca dei fatti responsabile unico del procedimento sullo stadio. Risultano iscritti nel fascicolo anche Mark Van Huukslot, ex manager dell’Inter, Giuseppe Bonomi, presidente di Sport Life City (società controllata del Milan), Alessandro Antonello, ex amministratore delegato corporate nerazzurro, e i consulenti Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente riferibili a Inter e Milan.
Le ipotesi di reato contestate sono la turbativa d’asta e la rivelazione del segreto d’ufficio. Le perquisizioni — estese anche a soggetti terzi — si sono accompagnate al sequestro dei dispositivi telefonici degli indagati.
L’iniziativa investigativa trae origine dagli sviluppi della maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica a Milano, che nella scorsa estate aveva condotto a una serie di arresti, successivamente annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Corte di Cassazione. Tancredi, Malangone e De Cesaris sono già iscritti nel registro degli indagati nell’ambito di quel procedimento.
Al centro dell’indagine vi è l’operazione con cui il Comune di Milano ha ceduto lo stadio Meazza a Inter e Milan per 197 milioni di euro. Gli inquirenti intendono accertare se la transazione abbia favorito interessi privati a scapito di quelli pubblici e se la normativa sugli impianti sportivi sia stata strumentalmente utilizzata per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area circostante, a vantaggio di determinate società costruttrici.

