Falsi broker online svuotano i conti: due denunce a Genova
Genova – Grafici truccati e rendimenti fittizi per svuotare i conti correnti delle vittime: è lo schema smascherato dalla Polizia Postale di Genova, che ha concluso due distinte indagini su altrettanti casi di truffa perpetrata attraverso falsi broker online, per un bottino complessivo di 85mila euro.
Il meccanismo adottato dai truffatori segue un copione consolidato. Tutto ha inizio con un annuncio pubblicato sul web, corredato di numero telefonico, che promette guadagni facili e alla portata di tutti. Non appena l’utente contatta il numero indicato, il sedicente trader avvia una fase di assistenza personalizzata, guidando la vittima nell’apertura di conti di investimento e nell’esecuzione di bonifici su piattaforme dall’apparenza affidabile — talvolta autentiche, talvolta clonate ad arte.
Per conquistare la fiducia dell’investitore, i malfattori richiedono documenti d’identità e credenziali bancarie, delegando a sé stessi la gestione delle operazioni. A corredo della messinscena, inviano grafici artefatti che simulano l’andamento positivo degli investimenti e, in alcuni casi, accreditano persino somme presentate come profitti, in realtà sottratte ad altre vittime della stessa rete fraudolenta.
Le indagini hanno consentito di risalire ai responsabili attraverso l’analisi delle blockchain, avvalendosi di software specializzati in grado di tracciare i flussi di criptovaluta. Al termine delle attività investigative, gli agenti hanno denunciato una donna di 53 anni residente a Padova, ritenuta responsabile del primo episodio, e un uomo di 49 anni di nazionalità romena residente a Milano, per il secondo caso.
La Polizia Postale ha colto l’occasione per rinnovare l’invito alla prudenza nei confronti di proposte di investimento che promettono rendimenti elevati a rischio zero, definendole nella quasi totalità dei casi prive di fondamento e riconducibili a condotte fraudolente. L’avvertimento si chiude con un monito che vale come regola generale: «Nel trading, se sembra troppo bello per essere vero, molto probabilmente non lo è».

