Gozzi: «Crisi di Hormuz, nuova centralità per il Mediterraneo»
La Spezia – La crisi di Hormuz può aprire una nuova stagione per il Mediterraneo, in particolare sul fronte dell’attività marittima. Lo ha sostenuto Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria con delega al Piano Mattei e all’autonomia strategica europea, intervenendo a A Bridge to Africa, evento in corso alla Spezia che esplora su tre giorni le relazioni tra Italia e Paesi partner del Nord Africa.
Gozzi ha fatto riferimento alla nascita di infrastrutture capaci di rendere l’economia dell’area meno dipendente non solo dallo Stretto di Hormuz, ma anche dai passaggi nel Mar Rosso, dallo Stretto di Bab el-Mandeb e da Suez. In questo scenario, l’Italia può presentarsi con «un vantaggio competitivo culturale che dobbiamo riconoscere e tradurre in fatti concreti». Con un avvertimento: «Le nostre attività non devono essere interpretate come neo coloniali. Se formiamo cento saldatori tunisini per un’industria italiana, dobbiamo formarne altri cento che rimarranno nel loro Paese». L’imprenditore ha inoltre sottolineato il ruolo della Marina Militare, destinato a diventare «sempre più strategico», e la capacità italiana di proporsi come «ambasciatore gentile».
Dal convegno emerge che gli interscambi commerciali tra Italia e Africa valgono ormai 60 miliardi di euro annui, con un export composto prevalentemente da macchinari industriali e un import focalizzato sull’energia. «I rapporti tra Italia e Africa rappresentano una sicurezza in un momento storico come questo», aveva dichiarato in apertura Bruno Pisano, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale. «Non abbiamo più solo terminalisti che ricevono flussi di merci dall’Africa, ma anche attività di investimento diretto. La zona logistica semplificata di recente istituzione è uno strumento formidabile, da supportare con processi di digitalizzazione».

