Rivolta al carcere di La Spezia, agente ferito a un occhio
Rivolta al carcere di La Spezia, agente ferito a un occhio durante i disordini
La Spezia — Un agente della polizia penitenziaria è rimasto gravemente ferito a un occhio nel pomeriggio di lunedì 30 marzo durante una rivolta scoppiata all’interno della casa circondariale di La Spezia. A renderlo noto è il sindacato Uilfp polizia penitenziaria, che parla di devastazione degli spazi detentivi e chiede un intervento urgente al Provveditorato e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
I disordini sono esplosi intorno alle 16 nella seconda sezione dell’istituto, al secondo piano. Secondo quanto riferito dal sindacato, quattro detenuti avrebbero preteso di essere inseriti immediatamente in attività lavorative e, senza attendere i tempi tecnici necessari alle verifiche, avrebbero dato il via a una vera e propria devastazione. Gli apparati telefonici della sezione sono stati sradicati e i pezzi staccati utilizzati come armi improprie contro il personale in servizio. Le vetrate di tutte le finestre sono state mandate in frantumi.
Uno dei promotori della protesta è riuscito inoltre a raggiungere il piano terra, dove ha devastato i locali della palestra facendo uso anche della lancia dell’idrante e rendendo temporaneamente inagibili gli spazi. L’agente ferito è stato trasportato d’urgenza al nosocomio cittadino. La situazione è tornata sotto controllo soltanto intorno alle 19.30.
«Non possiamo più accettare che la sicurezza di un istituto sia affidata esclusivamente al sacrificio dei singoli», ha dichiarato Fabio Pagani, segretario regionale della Uilfp polizia penitenziaria. Il sindacato sottolinea come la struttura ospiti attualmente 210 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 152 posti: «È una polveriera».
A destare ulteriore preoccupazione, secondo la sigla, sarebbe la gestione successiva agli eventi: i responsabili sarebbero stati riportati nelle loro camere senza alcun isolamento cautelare né provvedimento disciplinare immediato. «Sembra che nell’istituto spezzino non esistano più regole né certezza della pena disciplinare», si legge nella nota. La Uilfp definisce «approssimativa» la gestione della direzione e del comando, e chiede al Provveditorato e al Dap un intervento strutturale immediato: «Il personale è allo stremo e non può continuare a operare in un clima di totale anarchia detentiva».

