Milano, cittadini parti civili nell’inchiesta urbanistica
Milano – Una quarantina di residenti e cittadini milanesi sono stati ammessi come parti civili nell’udienza preliminare a carico di 26 imputati nell’ambito di una delle tranche della maxi inchiesta sulla gestione urbanistica del capoluogo lombardo. La decisione è stata adottata dalla giudice per l’udienza preliminare Maria Beatrice Parati, che ha accolto le richieste dell’avvocata Veronica Dini.
Il procedimento riguarda il primo filone di indagini aperto oltre tre anni fa sul caso del cosiddetto Hidden garden, in zona piazza Aspromonte: un edificio di tre piani e una villetta sarebbero stati abbattuti per far posto a un palazzo di sette piani, realizzato secondo l’accusa «in un cortile». Le imputazioni vanno dalla lottizzazione abusiva all’abuso edilizio, fino al falso e alla corruzione.
Tra i profili di maggiore rilievo nella vicenda, la gup ha ammesso come parti civili anche i cittadini che avevano presentato un’«azione popolare» chiedendo di costituirsi in sostituzione del Comune di Milano, persona offesa nel procedimento ma mai costituitasi parte civile. Non sono stati invece ammessi una ventina di acquirenti degli appartamenti della torre di piazza Aspromonte. «Un risultato importante per i cittadini», ha commentato la legale Dini.
Tra gli imputati figurano Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica a Torino ma in questo procedimento indicato dall’accusa come architetto «dominus dell’intera operazione»; il costruttore Andrea Bezziccheri; e l’ex vicepresidente della Commissione paesaggio Giovanni Oggioni, arrestato nel marzo 2025 per corruzione e depistaggio. Nell’udienza del 30 aprile sono previsti gli interrogatori di due imputati, tra cui Mazzoleni. In quella sede il Comune, tramite il proprio legale, comunicherà se intenda costituirsi parte civile, subentrando nella posizione dei cittadini.

