Milano parte civile nei processi per reati LGBTQIA+
Milano – Il Comune di Milano scende in campo contro le discriminazioni a danno della comunità Lgbtqia+: la giunta comunale ha approvato una delibera che consente all’amministrazione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per reati di matrice omolesbobitransfobica commessi sul territorio cittadino.
La misura prevede che la costituzione di parte civile avvenga previa valutazione politica e mediante mandato specifico all’avvocatura comunale, adottato con apposita delibera e subordinato al consenso della vittima, raccolto caso per caso. Il provvedimento si estende anche agli atti intimidatori rivolti contro gli spazi di aggregazione della comunità Lgbtqia+.
«Milano non lascia sole le persone che subiscono discriminazioni e violenze legate al loro modo di essere e di amare», ha dichiarato l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé. «Con questo provvedimento la città vuole stare accanto a loro anche in un’aula di tribunale, ribadendo che non si volta dall’altra parte».
L’eventuale risarcimento ottenuto – a tutela dell’immagine della città e del diritto del Comune a preservare il territorio da fenomeni contrari ai principi costituzionali – sarà destinato al finanziamento delle azioni già in essere contro l’odio e le discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale.
Sul fronte delle iniziative già attive, il Comune ricorda che dal 2011 concede il patrocinio al Milano Pride e sostiene diversi progetti presso la Casa dei Diritti: il Rainbow Desk, sportello di ascolto e orientamento legale e psicologico che nel 2025 ha registrato oltre 120 accessi; le Case Arcobaleno, strutture protette con 12 posti letto riservati a giovani allontanati dalle famiglie a causa della propria identità di genere o del proprio orientamento sessuale. L’amministrazione ha inoltre attivato lo Spazio Antidiscriminazioni e ha destinato alcuni locali del complesso dell’ex Ansaldo alla futura sede di un Rainbow Center.

