LiguriaLa Spezia

Scontri al Ferdeghini, arrestati due ultras spezzini

La Spezia – Sono scattate all’alba le manette per due tifosi spezzini arrestati dalla Questura nell’ambito delle indagini sugli scontri avvenuti lunedì notte allo stadio Ferdeghini. Il blitz è stato condotto entro le 48 ore previste dalla normativa per l’arresto differito, ma anche con l’obiettivo di lanciare un segnale immediato contro la violenza consumata appena 36 ore prima.

I due fermati — un quarantenne già gravato da Daspo e un ultrasessantenne, entrambi residenti alla Spezia — sono accusati di concorso in violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni aggravate nell’atto o a causa delle funzioni e travisamento. Nel corso delle perquisizioni effettuate nelle rispettive abitazioni, in un caso sarebbero stati rinvenuti gli indumenti indossati dal tifoso durante gli scontri. Questa mattina i due compariranno davanti al giudice per il rito direttissimo.

Non saranno tuttavia gli unici a rispondere dei fatti. Almeno altri cinque tifosi, nei confronti dei quali la Digos spezzina guidata da Edoardo Bruno avrebbe dovuto eseguire analoghi provvedimenti, si sarebbero resi temporaneamente irreperibili allo scadere delle 48 ore, tentando così di sfuggire all’arresto differito. Per loro scatteranno con ogni probabilità le denunce a piede libero. Il numero complessivo dei segnalati alla Procura — il fascicolo è attualmente sul tavolo del sostituto procuratore Maria Pia Simonetti — è destinato ad aumentare nei prossimi giorni, man mano che la Digos completerà l’analisi dei filmati della Scientifica e delle telecamere di videosorveglianza del Ferdeghini.

Gli scontri erano scoppiati nella notte tra lunedì e martedì, quando una cinquantina di ultras aveva fatto irruzione nel parcheggio adiacente allo stadio dopo l’improvvisa apertura di un cancello elettrico che separava i contestatori dagli agenti schierati. A farne le spese una decina di poliziotti del reparto specializzato di Genova, tutti portati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea: nove hanno riportato prognosi di pochi giorni, mentre un assistente, colpito con un tubo di metallo alla clavicola, ha ricevuto una prognosi di trenta giorni.