Omicidio Spataro, killer aveva condanna da scontare
Palermo – Francesco Cusumano è accusato di omicidio volontario aggravato per la morte del coinquilino Francesco Spataro, accoltellato in via Sampolo. L’uomo, però, sarebbe già dovuto essere in carcere perché era stato condannato a tre anni e dieci mesi per lesioni aggravate ai danni di un avvocato nel 2023.
Cusumano, originario di Messina, sarebbe stato condannato per un episodio accaduto nel 2023, quando avrebbe pestato un avvocato, presidente della commissione d’esame per l’abilitazione forense, che lo aveva bocciato. L’aggressione sarebbe avvenuta davanti al tribunale di Messina e solo l’arrivo delle forze dell’ordine sarebbe riuscita a fermare la violenza. Dopo la sentenza, l’uomo avrebbe lasciato la città, avrebbe affittato la stanza in via Sampolo e modificato in parte il suo aspetto tingendosi i capelli di biondo.
Il 38enne è stato fermato nel pomeriggio del 5 luglio e l’arresto è stato formalizzato nella notte. Dopo ore d’interrogatorio, l’uomo si è arreso e consegnato ai militari.
L’omicidio di Francesco Spataro era avvenuto di mattina sul pianerottolo dell’edificio in via Sampolo. Per circa sei ore l’aggressore è rimasto barricato nell’appartamento dopo aver accoltellato il 53enne, aprendo il gas e minacciando di far esplodere il palazzo. La casa dove vivevano vittima, arrestato e un terzo coinquilino è stata passata al setaccio dagli specialisti del Nucleo investigazioni scientifiche per trovare l’arma del delitto, che dalla forma e dalla profondità delle ferite è compatibile con un coltello da cucina.
La vittima sarebbe stata colpita con diversi fendenti al torace e all’addome tra cui uno mortale al collo.

