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Spagna campione del mondo, Messi chiude la carriera

La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. Come sedici anni fa, la Roja vince 1-0 ai supplementari grazie al gol di Ferran Torres dopo una finale dominata.

L’Argentina ha giocato i supplementari in dieci uomini per l’espulsione di Enzo Fernandez a fine secondo tempo. Il trionfo spagnolo mette fine alla carriera di Lionel Messi.

Il Mondiale è stato macchiato dalle polemiche. Prima dell’inizio il caso dell’arbitro somalo Omar Artan, rispedito indietro prima di entrare negli USA. Agli ottavi di finale la vicenda legata a Folarin Balogun, l’attaccante americano graziato da Infantino dopo la chiamata di Donald Trump.

È stato il Mondiale delle stelle. Messi nonostante la sconfitta e Mbappé, diventato il miglior marcatore di sempre ai Mondiali con 22 reti. Festeggia anche Lamine Yamal. Haaland non ha sentito la tensione dell’esordio a un Campionato del mondo. Non sono mancati Kane, Bellingham e i francesi Olise, miglior assistman, e il pallone d’oro in carica Dembélé.

Mancano i segni di Neymar, Cristiano Ronaldo e Modric. Gli ultimi due sono stati avversari ai sedicesimi e si sono abbracciati, un abbraccio che sembra essere la fine di un’epoca.

Non sono mancate le sorprese. Il portiere Vozinha e Capo Verde sono riusciti a pareggiare nei novanta minuti contro entrambe le finaliste. Tra gli astri nascenti il centrocampista del Marocco Ayyoub Bouaddi, eccellenza in campo e piccolo genio della matematica che studia all’università.

Germania e Brasile non hanno fatto bella figura. I tedeschi sono stati battuti ai sedicesimi dal Paraguay, la nazionale di Ancelotti è caduta contro la Norvegia di Haaland. La sua doppietta, prima il gol di testa poi il tiro da fermo, è negli highlights di America 2026.

I norvegesi sono usciti ai quarti contro l’Inghilterra, nella partita del caso del pallone che avrebbe toccato la spider cam mentre era in volo nell’azione del vantaggio inglese. Wonderwall degli Oasis ha risuonato negli stadi dopo i successi dei Tre Leoni.

Tutto in quaranta giorni. L’inizio con Messico-Sudafrica nella cornice dell’Azteca, lo stadio che ha ospitato più partite nella storia dei mondiali. I ricordi resteranno per quattro anni, prima della prossima edizione del centenario.