Fakir, ipotesi legale: forse vivo dopo il fermo
Bologna – L’avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, Fabio Anselmo, ha posto l’attenzione sul video dell’episodio in cui l’uomo è morto durante un intervento delle forze dell’ordine. Secondo il legale, Fakir sarebbe stato ancora vivo quando gli agenti di polizia si sono alzati alla fine del fermo e non sarebbe stato soccorso da nessuno.
Fabio Anselmo ha preso parte in video a una conferenza stampa convocata da Alleanza Verdi e Sinistra in Senato. “Chiedo a voi di ascoltare quel video molto bene. Chiedo di ascoltarlo fino all’ultimo, con delle cuffie”, ha detto l’avvocato della famiglia Fakir.
“Ciò che si desume da quel video è che, quando gli agenti si sono alzati, forse, non era ancora morto. E questo lo percepiamo dal dialogo degli operatori del 118”, ha spiegato il legale. “Nessuno lo soccorre. Nessuno lo slega. Mi si spieghi il motivo per cui è rimasto legato, mani e piedi. Ascoltatevelo”, ha concluso.
Sul caso sta indagando la Procura di Bologna, che ha iscritto due agenti e quattro operatori sanitari nel registro delle annotazioni preliminari, ossia il nuovo modello 45 bis, noto anche come scudo penale.
I due poliziotti che hanno arrestato Abderrahim Fakir non sono rientrati al lavoro in questi giorni anche se non sono stati sospesi. Uno aveva già in programma di andare in ferie e l’altro è in malattia per le lesioni riportate nella colluttazione, 12 giorni di prognosi, in particolare per i morsi a una gamba subiti dall’uomo, poi morto.
Gli agenti hanno 23 e 28 anni, sono in servizio al commissariato Bolognina-Pontevecchio, e sono “sconvolti” per quello che hanno vissuto. Pur non privi di esperienza e formazione, “sono ragazzi molto giovani e sensibili e la morte di una persona è qualcosa che ti lascia ovviamente sconvolto. E tali sono”, ha detto l’avvocato Gabriele Bordoni che li assiste nel procedimento penale aperto dalla Procura bolognese.

