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Caso Equalize: 54 pagine con nomi di vip

Nuovi e inquietanti dettagli emergono dall’inchiesta sul gruppo Equalize, la maxi indagine sui dossieraggi illegali coordinata dai pubblici ministeri milanesi Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco insieme alla Direzione nazionale antimafia.

Al centro delle ultime rivelazioni un file denominato «Parpiglia G.pdf»: 54 pagine estratte dal Sistema informativo interforze — la banca dati Sdi delle forze dell’ordine — contenenti dati riferibili al giornalista Gabriele Parpiglia, noto esperto di gossip, ma al cui interno figurano anche molti nomi di personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e non solo.

Il documento sarebbe stato condiviso il 21 aprile 2024 in una chat di gruppo da Luca Cavicchi, presunto capo di una «articolazione» del gruppo Equalize e tra le decine di indagati nell’inchiesta. Stando all’annotazione del 30 gennaio scorso, redatta dal Ros dei carabinieri, i partecipanti alla chat, considerando la particolarità del documento, non avrebbero commentato il contenuto. Cavicchi, nel condividere il file, avrebbe scritto: «Sto lavorando… solo per i vostri occhi!!!», elencando poi una serie di nomi: Vieri, Signorini, Corona, Clooney, Canalis, Lucarelli.

Dagli atti era già emerso che il 17 aprile 2024 l’ispettore di polizia Roberto Bonacina, tra gli indagati, avrebbe effettuato — dietro compenso — accessi allo Sdi ed «interrogazioni» su diversi vip, tra cui Bobo Vieri, Fabrizio Corona e Selvaggia Lucarelli, su richiesta di un altro indagato, a sua volta incaricato da Cavicchi.

Nell’informativa compaiono inoltre stralci di un documento «esfiltrato» dallo Sdi riferito al cosiddetto caso delle «foto rubate»: scatti della festa di compleanno del 2010 della showgirl Elisabetta Canalis, svoltasi a Villa Oleandra sul lago di Como, all’epoca residenza dell’attore George Clooney.

Il caso Equalize riguarda l’inchiesta condotta dalla Procura di Milano su presunti dossieraggi ai danni di esponenti politici, manager, industriali e personaggi pubblici. Equalize era una società riconducibile al presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, e all’ex poliziotto Carmine Gallo, per il quale la Procura ha già chiesto il rinvio a giudizio.