LiguriaGenova

Carlo Felice, esposto in Procura per scenografie supervalutate

Genova – Quattro allestimenti scenici acquistati dalla Scala per 30mila euro e iscritti a bilancio per 1,5 milioni: è questa l’operazione al centro dell’esposto presentato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice alla Procura della Repubblica di Genova. La vicenda riguarda il bilancio consuntivo 2024, approvato dalla precedente gestione guidata dal sovrintendente Claudio Orazi, e ha sollevato immediate preoccupazioni sia nel Collegio dei revisori sia nel Consiglio d’indirizzo del teatro genovese.

Grazie a quella supervalutazione, il bilancio 2024 si era chiuso con un attivo di circa 19mila euro. Senza di essa, il saldo sarebbe stato ben diverso. Ora gli organi di gestione hanno deciso di portare la questione nelle sedi legali per fare piena chiarezza.

A parlare per prima è la sindaca di Genova Silvia Salis, che presiede il Consiglio d’indirizzo della Fondazione: «Abbiamo denunciato una situazione che ci preoccupa molto. È necessario che si facciano tutti gli accertamenti. Se qualcuno avesse messo in pratica comportamenti illeciti ne risponderà nelle sedi opportune, ma le conseguenze di queste azioni ricadrebbero sul presente e sul futuro del Teatro e della città». La prima cittadina avverte che il bilancio 2025 prevede già una perdita di 2,8 milioni di euro, cifra che potrebbe salire di almeno un altro milione qualora la supervalutazione delle scenografie venisse accertata: a farne le spese sarebbero i lavoratori, alcuni contributi pubblici e il prestigio stesso del Carlo Felice.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari, che parla di «operazioni poco spiegabili» nei bilanci del teatro. «Oggi abbiamo un Carlo Felice che attira pubblico grazie alla riprogrammazione attuata da maggio», osserva Montanari, «ma che è in difficoltà. In questo quadro il Comune ha sostenuto l’attività anche oltre il previsto, mentre sono mancati i contributi della Regione Liguria nei tempi necessari».

Il sovrintendente Michele Galli assicura che la Fondazione sta percorrendo «un rigoroso cammino di analisi e riordino della propria situazione economico-finanziaria», con l’obiettivo di garantire una gestione «solida, corretta e sostenibile nel tempo, nel pieno rispetto dei principi di veridicità, trasparenza e sostenibilità del bilancio».