Corteo antifascista a Genova: mille in piazza
Genova – Un migliaio di manifestanti ha partecipato al corteo antifascista del 30 giugno che ha attraversato la città, partendo da Principe per arrivare in piazza De Ferrari.
“Oggi non è solo una commemorazione, con questo corteo vogliamo rivivere e attualizzare i fatti del 30 giugno 1960, quando Genova scese in piazza contro il governo fascista Tambroni, tenendo viva la lotta della Resistenza”, hanno dichiarato gli organizzatori.
Durante il percorso sono stati scanditi slogan dedicati ai fatti del 1960 e alla lotta di Liberazione. Ricordate le deportazioni degli operai dalle fabbriche organizzate da fascisti e nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, e i diversi momenti di piazza che hanno attraversato la città, dal G8 del 2001 ai fatti di Corvetto del maggio 2019.
Dai microfoni del furgone che precedeva lo striscione sono emersi riferimenti alle dinamiche attuali, con il rilancio delle battaglie della galassia antagonista: dal contrasto al riarmo alla condanna delle politiche di “sfruttamento e repressione dei governi liberisti”.
Numerose le bandiere della Palestina presenti in corteo e i richiami alle battaglie contro i partiti di destra e i movimenti di estrema destra. “Faremo terra bruciata intorno ai fascisti e a chi soffia sul fuoco del razzismo e dell’odio tra popoli”, hanno dichiarato i manifestanti, con riferimento al “peggiore nazionalismo, vale a dire il suprematismo che oggi vede in Vannacci una nuova strada per continuare a spingere a destra”.
All’ingresso della galleria Nino Bixio è stato appeso uno striscione con la scritta: “Zone rosse, decreti sicurezza, da Tambroni a Vannacci servi e pagliacci”.
Durante la manifestazione si sono svolti diversi momenti di azione. In piazza della Zecca cori contro il sionismo e il genocidio in atto a Gaza e in Palestina, con una effige dello stato di Israele data alle fiamme davanti al Comando Nato. A Corvetto un tributo ai morti sul lavoro, con caschetti e fumogeni posizionati sotto la prefettura, protetta dalle camionette della polizia.
“Ricordiamo Massimiliano Delfino e Waseem, Ullah, Amin e Safi i braccianti bruciati vivi dai loro caporali, vittime del profitto e dello sfruttamento capitalista”, hanno affermato i manifestanti.
In via XXV Aprile è stato esposto uno striscione di solidarietà al popolo cubano, da decenni tenuto sotto “l’oppressione dell’embargo e oggi minacciato ancora dall’imperialismo americano”.
La manifestazione è terminata a De Ferrari, con l’esposizione di una riproduzione a grandezza naturale della foto icona del 30 giugno 1960 – la jeep in fiamme al centro della piazza – “incorniciata” da fuochi d’artificio e fumogeni, accesi al grido di “Non dimenticheremo mai”.
Al termine del corteo è stato lanciato l’appuntamento del 19 luglio.

