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Lager Cavalli a Bubbio: sequestro, una piaga che si ripete

BUBBIO (AT) – Dieci giumente e due stalloni, tutti cavalli arabi, sono stati salvati da un allevamento di Bubbio dopo essere stati trovati in condizioni di grave denutrizione e debilitazione. L’intervento è stato condotto dai Carabinieri Forestali e dai veterinari dell’ASL, attivati dalle segnalazioni di alcuni cittadini ed associazioni.

Le ispezioni: peggioramento nonostante le prescrizioni

Il primo controllo dell’ASL, effettuato il 20 luglio, aveva già evidenziato criticità significative. Alla titolare dell’allevamento erano state impartite prescrizioni precise per ripristinare condizioni adeguate di benessere animale. Il 14 agosto, un secondo sopralluogo ha rilevato un ulteriore peggioramento: gli equidi apparivano ancora più denutriti, tanto da rendere rischioso persino il trasferimento immediato.

Una piaga nota sul territorio

Secondo testimonianze raccolte da cittadini e associazioni, episodi di maltrattamento e denutrizione di equidi e altri ungulati non sarebbero nuovi nel territorio di Bubbio. Negli anni, diverse segnalazioni informali avrebbero descritto condizioni critiche in alcuni allevamenti della zona, alimentando preoccupazioni sulla tutela effettiva degli animali.

A destare particolare allarme sono anche i possibili abusi legati ai fondi europei e ai piani di sviluppo rurale, con animali ridotti a semplici numeri utili per ottenere contributi, senza reali investimenti nel loro benessere. Una dinamica che, secondo chi vive il territorio, meriterebbe verifiche approfondite.

Le verifiche necessarie

Cittadini e associazioni chiedono controlli più stringenti, tra cui:

  • verifica puntuale dei registri di stalla;
  • accertamento delle opere realmente eseguite rispetto ai finanziamenti ricevuti;
  • indagini tecniche con ispezioni visive, cani detector e georadar, per escludere eventuali sotterramenti clandestini;
  • applicazione di misure restrittive e ipotecarie in caso di frodi accertate.

Un silenzio che preoccupa

Secondo diverse testimonianze, la situazione dell’allevamento coinvolto sarebbe stata nota da tempo nella comunità locale. La titolare, figura conosciuta nel paese, era spesso presente nei luoghi di ritrovo pubblici. Nonostante ciò, nessuno avrebbe segnalato formalmente le condizioni degli animali fino all’intervento dei cittadini che ha dato avvio alle indagini.

Una dinamica che, per molti residenti, evidenzia un clima di omertà e reticenza, e che rende ancora più urgente l’introduzione di controlli restrittivi e costanti, affinché episodi simili non possano ripetersi.

Il sequestro penale d’urgenza

Di fronte alla situazione, le autorità hanno disposto un sequestro penale d’urgenza, lasciando temporaneamente gli animali in custodia al proprietario ma sotto monitoraggio veterinario costante, con l’obiettivo di stabilizzarne le condizioni prima del trasferimento.

Il trasferimento e la presa in carico

Grazie all’intervento di volontari specializzati, trasportatori esperti e un veterinario, i dodici cavalli sono stati trasferiti in sicurezza e affidati alla Fondazione Islander ETS, che ne ha assunto la custodia giudiziaria.

«Il sequestro non è la fine dell’intervento, ma l’inizio della parte più impegnativa: il recupero», ha dichiarato Nicole Berlusconi, presidente della Fondazione. «Il nostro obiettivo è restituire salute, benessere e dignità a ciascuno di loro. Serviranno tempo, cure e risorse, ma faremo tutto ciò che sarà necessario».

Percorsi individuali di recupero

Ogni cavallo seguirà un programma personalizzato che prevede:

  • visite veterinarie e diagnostica
  • piani alimentari graduali
  • pareggi e trattamenti terapeutici
  • monitoraggio comportamentale

Il recupero dovrà procedere con cautela: dopo un periodo di denutrizione, anche il ritorno a un’alimentazione adeguata richiede gradualità e controllo.