Arte buddhista nei musei italiani, Torino protagonista
Torino – Un viaggio tra arte, storia e spiritualità per riscoprire il patrimonio buddhista conservato nei musei italiani. È il nuovo ciclo di video-racconti promosso dall’Unione Buddhista Italiana attraverso Cultura Ubi, dedicato alle opere custodite in alcune importanti istituzioni culturali del Paese.
Il progetto mette insieme competenze diverse: storici dell’arte, direttori e conservatori dei musei dialogano con studiosi, scrittori, artisti e insegnanti di Dharma, offrendo punti di vista che uniscono ricerca storica ed esperienza spirituale.
Sono sei i musei coinvolti in questa seconda edizione: il Museo Nazionale della Montagna di Torino, il Museo Civico Medievale di Bologna, il Castello d’Albertis di Genova, il Museo Diocesano di Vicenza, il MIC-Museo della Ceramica di Faenza e il Mudec di Milano.
Per Torino, protagonista è una maschera in cartapesta dipinta, caratterizzata da un volto dai tratti severi e intensi. L’opera sarebbe stata acquisita dall’esploratore e alpinista Mario Piacenza nel monastero di Hemis, in Ladakh, durante una celebrazione dedicata a Padmasambhava.
A raccontarla nel video sono Daniela Berta, direttrice del Museo Nazionale della Montagna, lo scrittore e alpinista Enrico Camanni e il venerabile Lama Paljin, maestro del Centro studi tibetani Mandala di Milano e del monastero Mandala Samten Ling di Graglia.
Il video, intitolato “Il volto irato della compassione”, propone una lettura dell’opera che intreccia il suo significato storico e artistico con la dimensione religiosa e simbolica.
Ogni puntata del progetto è dedicata a una singola opera e viene pubblicata su Gate, il portale dell’Unione Buddhista Italiana. Il progetto è ideato e curato da Cultura Unione Buddhista Italiana, con la regia di Simone Cannata.

