Bimbo col cuore bruciato, accordo famiglia-Monaldi
Napoli – Trovato l’accordo stragiudiziale tra la famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo morto a due anni dopo un trapianto di cuore “bruciato”, e l’ospedale Monaldi di Napoli. Il risarcimento, che sarebbe vicino al milione e mezzo di euro, eviterà il processo civile.
Si chiude la partita civile tra la famiglia di Domenico Caliendo e l’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, di cui fa parte l’ospedale Monaldi. Ad annunciare l’intesa è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, al termine di un incontro svoltosi mercoledì 5 agosto.
L’importo dell’accordo economico è coperto da un patto di riservatezza sottoscritto da entrambe le parti. Le stime basate sulle tabelle del tribunale di Milano indicherebbero una somma di poco inferiore al milione e mezzo di euro. La richiesta iniziale avanzata dallo studio Petruzzi ammontava a 3 milioni di euro. A beneficiarne saranno complessivamente sei persone: i genitori, i fratelli e i due nonni del bambino.
Grazie alla transazione stragiudiziale, che verrà formalizzata a settembre, i genitori del piccolo potranno dedicare le proprie energie esclusivamente al procedimento penale, dove si costituiranno parte civile. L’udienza è fissata per l’11 settembre.
“Siamo pienamente soddisfatti e lo è anche mamma Patrizia” ha commentato l’avvocato Petruzzi. “Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia”.
La mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, ha dichiarato: “Non ci interessava la cifra, nessun importo potrà mai ridarci il nostro Domenico”.

