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Minacce ibride, Nania: Europa superi frammentazione

Le minacce ibride impongono all’Europa di superare la frammentazione tra infrastrutture, tecnologia, informazione, economia e società e di individuare in anticipo le connessioni che possono trasformare vulnerabilità separate in una crisi sistemica. È il messaggio lanciato da Albertina Nania, professoressa di Storia e teorie delle relazioni economiche internazionali all’Università Roma Tre, intervenuta nel panel ‘Oltre le prime linee: potenziare la preparazione europea contro le minacce ibride’ al 35° Forum Economico di Karpacz in Polonia.

“La preparedness europea oggi è la capacità di anticipare come vulnerabilità interconnesse possano essere sfruttate prima che si trasformino in una crisi sistemica”, ha sottolineato Nania, evidenziando il peso della dimensione cognitiva. Disinformazione, manipolazione dell’informazione, intelligenza artificiale e operazioni di influenza, ha spiegato, non sono soltanto problemi di comunicazione: possono aumentare l’incertezza, indebolire la fiducia, amplificare le divisioni e compromettere la qualità e la rapidità delle decisioni.

Un esempio è un attacco informatico contro un servizio essenziale: anche se il danno tecnico fosse limitato, informazioni false, messaggi istituzionali contraddittori e contenuti generati dall’intelligenza artificiale potrebbero amplificarne fortemente le conseguenze sociali e politiche.

Per Nania, le principali vulnerabilità riguardano “frammentazione della governance, insufficiente capacità di anticipazione e difficoltà nel portare competenze diverse nei processi decisionali”. La priorità, quindi, non sarebbe creare nuovi strumenti, ma collegare meglio quelli esistenti.

Tra le proposte, valutare le interdipendenze tra rischi, integrare la dimensione cognitiva nelle esercitazioni, sviluppare scenari che combinino minacce infrastrutturali, cyber, economiche, informative e geopolitiche e rafforzare il collegamento tra università, centri di ricerca, istituzioni e settore privato.

La preparedness, ha concluso Nania, non può inoltre fermarsi ai confini dell’Unione europea: Mediterraneo, Mar Rosso, Sahel e Corno d’Africa sono connessi alla sicurezza europea attraverso energia, commercio, infrastrutture digitali e catene di approvvigionamento. “Le minacce ibride sfruttano la frammentazione – ha osservato – e la preparedness europea deve essere costruita sull’integrazione”.