Riforma porti verso il Parlamento, scontro Rixi-Pd
Genova – La riforma dei porti è pronta ad approdare in Parlamento. La Ragioneria generale dello Stato ha apposto il proprio bollino alla bozza del disegno di legge, consentendo al provvedimento di superare il vaglio tecnico-contabile e di avviare l’iter parlamentare di esame e approvazione.
All’assemblea pubblica di Spediporto, il viceministro Edoardo Rixi ha ribadito la ratio del provvedimento: «La riforma non vuole togliere autonomia agli scali, ma vuole generare sinergie per far sì che il nostro sistema marittimo portuale possa essere più competitivo nello scenario internazionale. Con la riforma ridefiniamo i porti di riferimento cercando di snellire le procedure, sviluppiamo una visione complessiva della portualità italiana nel Mediterraneo con la possibilità di siglare nuovi accordi con altri Paesi e generiamo servizi per consentire agli operatori di aumentare i traffici, per rendere il nostro Paese più resiliente e flessibile nell’affrontare le crisi geopolitiche».
L’opposizione non condivide questa lettura. I deputati liguri del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, presenti anch’essi all’assemblea di Spediporto, hanno sollevato dubbi concreti: «Ci chiediamo se il testo che arriverà in Parlamento confermerà il pesante taglio di risorse economiche, fino al 40%, oltre che di personale e competenze a danno delle Autorità di sistema. Se così fosse, sarebbe difficile comprendere come una simile riduzione, che di fatto depaupera i territori, possa conciliarsi con l’obiettivo dichiarato di sostenere e rafforzare i nostri porti in una fase di competizione internazionale sempre più intensa».
Dallo stesso evento è intervenuto il capogruppo Armando Sanna: «Dalla Regione non arriva una parola chiara a difesa della Liguria e del suo sistema portuale. Quella scritta dal viceministro Rixi è una riforma che ridisegna governance e competenze senza adeguate garanzie sugli investimenti e senza un reale coinvolgimento dei territori. Bucci dica con chiarezza da che parte sta: se con il governo che accentra e taglia, o con i territori che chiedono risorse e autonomia per i porti liguri».
Il segretario Davide Natale e il responsabile economia Matteo Bianchi parlano di «un quadro preoccupante per il futuro infrastrutturale e logistico della Liguria», invitando a «smettere con gli slogan e concentrarsi sul mondo reale».
Dalla Lega in Regione arriva la replica alle critiche dem: «Le dichiarazioni del Partito Democratico ligure sulla riforma dei porti rappresentano l’ennesimo tentativo di fare inutile allarmismo. In un contesto internazionale in rapido cambiamento, continuare a inseguire polemiche invece che confrontarsi nel merito è un esercizio sterile. Adeguare la governance portuale è una necessità, non un’opzione».

