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Tassa imbarchi, Paroli: tre euro pesano sui business plan

Genova – Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, è intervenuto a margine di una conferenza stampa sull’aeroporto commentando la sentenza del Tar Liguria che ha stabilito la legittimità dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale da 3 euro a passeggero. “Il passeggero non si accorge dei tre euro, se ne accorge il mercato, se ne accorgono le società, i business plan e i piani economico finanziari di quelle società che vengono fatti con tre anni di anticipo rispetto all’annualità di riferimento”, ha dichiarato Paroli.

Il Tar ha respinto il ricorso contro il Comune di Genova presentato da Assarmatori, Assagenti, Grandi navi veloci, Moby, Stazioni marittime e un cittadino milanese utente del porto. La stessa Autorità portuale si era costituita al fianco degli operatori. Paroli ha definito la sentenza in parte debole: “Auspico che a questo punto il mercato si organizzi, non so se verranno effettuati ricorsi al Consiglio di Stato da parte delle associazioni degli armatori”.

Tra gli aspetti che non convincono il presidente del porto, “uno è appunto che non è il passeggero che subisce la pressione dei 3 euro”. Paroli ha ricordato che la sentenza certifica che i dati relativi al numero di passeggeri non sono detenuti dall’Autorità portuale.

Le dichiarazioni di Paroli sono state criticate dal consigliere regionale del Pd Simone D’Angelo: “Parole indegne e incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Ma Paroli è il presidente dell’Autorità di sistema portuale o l’avvocato degli interessi privati degli armatori?”. D’Angelo ha aggiunto: “Sembra incredibile dover ricordare a Paroli che il suo compito è tutelare l’interesse pubblico e garantire un equilibrio tra il porto e la città”.