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Tom Cruise in ‘Digger’, miliardario senza umanità

Che viviamo su una bomba pronta ad esplodere ce lo doveva dire un film strampalato come ‘Digger’, incrocio tra commedia, dramma, follia e teatro diretto da Alejandro González Iñárritu e con protagonista un inedito Tom Cruise con tanto di pancia e quasi calvo. Il film arriva al cinema dal 1 ottobre con la Warner.

Nel film Tom Cruise interpreta Digger Rockwell, miliardario del petrolio ricco e potente. Un personaggio eccessivo, grottesco, pieno di sé e anche un’anima filosofica e demoniaca. Tutto inizia quando una delle sue piattaforme petrolifere in Groenlandia mostra un’inquietante crepa capace di provocare un’imminente catastrofe ecologica di proporzioni planetarie: ovvero il distacco di un iceberg grande otto volte Boston che potrebbe colpire l’Europa. Cosa che poi puntualmente accade.

Su richiesta del presidente degli Stati Uniti (John Goodman), a Digger toccherà sostenere le sue ragioni in un summit d’emergenza pieno di esponenti Maga, con tanto di vicepresidente (Michael Stuhlbarg), industriali, militari e scienziati di tutto il mondo tra cui Ganesh (Riz Ahmed), fidato assistente del presidente. Il petroliere, ‘l’uomo più potente del mondo’, si misura così con l’impossibile: dimostrare a questa autorevole assemblea che lui resta il salvatore dell’umanità nonostante sia la causa della sua distruzione.

“Non devi essere ricco per esercitare il potere o fare il bullo: c’è un gioco di potere in corso ed è ovunque, a ogni livello dell’umanità. Nessuno ne è immune”, dice Tom Cruise del suo personaggio. E ancora l’attore: “Ciò che ha fatto Alejandro è stato puntare un riflettore sulle scelte fondamentali dell’umanità, rendendole incredibilmente umoristiche e profonde”.

Sottolinea Iñárritu: “Per me è un film sulla natura umana e sugli impulsi emotivi che sono più forti di quelli razionali. È sì un disaster movie, ma dove il disastro siamo noi. Per questo doveva essere una commedia assurda, urgente e che parla dell’oggi. Digger sta combattendo la stessa guerra che combattiamo tutti: quella tra la storia che ci raccontiamo e la realtà che continua a interromperla”.

Il regista aggiunge: “Il mondo è diventato binario: destra o sinistra, buono o cattivo, zero o uno. I politici lo sfruttano; gli algoritmi lo perfezionano. La realtà, seccamente, rimane ambigua”.