Via libera alla riforma elettorale, venerdì in Aula
La commissione Affari Costituzionali della Camera ha licenziato il testo della riforma della legge elettorale che andrà in Aula venerdì. Il provvedimento verrà poi discusso a luglio con la possibilità per la maggioranza di usufruire dei tempi contingentati.
Tra i nodi rimasti aperti resta quello delle preferenze che il centrodestra ha evitato di affrontare in questa fase ma che FdI e Nm hanno fatto sapere di voler riproporre in assemblea dove, però, il voto è segreto. Altri argomenti che potrebbero essere ripresi sono il voto dei fuori sede, fortemente chiesto dalle opposizioni, e le circoscrizioni Estero.
È spuntata una norma già ribattezzata “anti-Vannacci” sulla raccolta delle firme. Nei piani del centrodestra la riforma potrà avere l’ok di Montecitorio entro la metà di luglio e al Senato entro quella di settembre, possibilmente senza ricorso alla questione di fiducia.
Le opposizioni restano all’attacco nel merito e sul metodo. “Meloni ha paura e vuole cambiare le regole del gioco”, l’accusa dei Dem con Simona Bonafé. “Il confronto per loro è ‘fate come diciamo noi'”, afferma Filiberto Zaratti.
L’esame degli emendamenti in commissione si è fermato al 49,54% delle proposte di modifica, con 215 esaminati su 434, prima che la presidenza ponesse fine ai lavori per consentire il voto del mandato al relatore. No di tutto il centrosinistra e anche di Azione nel voto finale, mentre i vannacciani non hanno partecipato.
I vannacciani sono andati all’attacco della modifica che, con la riformulazione di un emendamento di Azione, prevede l’esonero della raccolta delle firme per chi abbia un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato formatosi entro il 2025. “È una marchetta per il partito di Calenda”, ha accusato Edoardo Ziello (FnV).
Pronto a dare battaglia Riccardo Magi che va all’attacco anche sulla bocciatura di una serie di suoi emendamenti per la raccolta delle firme digitali. Niente da fare anche per la proposta del centrosinistra in favore dell’alternanza di genere.
Dal centrodestra soddisfazione espressa via nota dal relatore di FdI Angelo Rossi, al quale è stato tributato un applauso al termine del voto. “Ora in Aula ancora con spirito di responsabilità”, ha sottolineato.

